La chimica sostenibile

Una vademecum di termini  

Siccome crediamo profondamente nei nostri progetti vorremmo trasmettere qualche concetto base sulla parola “sostenibilità”. E’ vero che tutto ciò che è naturale è buono per forza e tutto ciò che non lo è, è cattivo? Abbiamo provato a dare qualche semplice risposta e a porci qualche domanda che lasciamo aperta…come spunto di riflessione per tutti.

Natura: È tutto ciò che si trova nel nostro pianeta segmentato in diversi Comparti: regno minerale, fossile, vegetale, animale, umano,  geosfera, biosfera, atmosfera, stratosfera ecc. La Natura è la GLOBALITA’.

Non è tuttavia corretto affermare che quando qualcosa viene dalla natura è automaticamente migliore, più “buono” e più sicuro, rispetto a qualcosa che è più artificiale…anche Il petrolio è naturale, per esempio!

Natura vivente: 
Il pianeta terra è un organismo vivente, anche se in declino. I processi vitali, con la fotosintesi e la divisione cellulare, compongono la biosfera (microrganismi, piante, animali, esseri umani) sono la più importante e centrale.

Il termine ‘natura’ dovrebbe essere riservato a ‘natura vivente’, la biosfera, che significa:

  • Microorganismi
  • Piante
  • Animali
  • Esseri umani.

La Natura Vivente è ‘rinnovabile’ 
La natura vivente ha come caratteristica globale che è rinnovabile: quello che prendiamo dalla natura vivente può crescere nuovamente.

Ovviamente per ottenere questa situazione abbiamo bisogno di mari puliti, abbiamo bisogno di tecnologie a basso consumo di energia e che generino pochi rifiuti, eccetera.

Nella nomenclatura chimica si parla di materia ‘organica’, contrapposta a materia ‘inorganica’ ma è una definizione molto confusa (ad esempio usiamo agricoltura biologica e prodotti biologici con lo stesso termine). E ‘più saggio utilizzare il termine bio-based quando si parla di ingredienti rinnovabili. E usare il termine ‘Bio’ quando ci si riferisce ai processi biologici e biochimici (processi di vita).
Quando parliamo di materie prime di origine animale, ci riferiamo a materiali che  non necessitano di macellazione, ma utilizzando quello che gli animali secernono: latte, siero di latte, grasso di lana, cera d’api, miele, formaggi e molti altri.

Natura Fossile:

Accanto alla natura vivente conosciamo il mondo minerale, la geosfera o altri ‘non viventi’ in natura.

I materiali Fossili sono evidentemente non rinnovabili, vi è dunque la necessità di non depauperare il pianeta di queste risorse. Tuttavia, alcune delle sostanze minerali sono così abbondantemente presenti ad esempio i silicati che rappresentano circa il 75% della crosta esterna terrestre che pensare ad un loro impoverimento è difficilmente sostenibile. Carbone, gas naturale e petrolio sono in via di esaurimento, la torba è esaurita completamente. Sono “naturali” ma fossili.

Attenzione dunque a esprimere diciture quali “ingredienti naturali” che non hanno alcun senso, al contrario, generano confusione e fanno sorgere sospetti.

Naturale
 Dal termine ‘natura’ deriva ‘naturale’. Dovremmo usare l’aggettivo ‘naturale’ per identificare le sostanze che:
- sono prese (raccolte) dalla natura vivente: microrganismi, piante o animali, e che sono utilizzati ‘allo stato nascente’, perché tale, senza ulteriori modifiche.
- Nel caso di un trattamento è necessario utilizzare solo processi fisici (non-chimici) consentiti, quali:
Ammollo, pressatura, filtrazione, distillazione, essiccazione, congelamento, …

Prodotto dall’uomo: 
Non vi è nulla di essenzialmente sbagliato nel fatto che una sostanza sia artificiale, ma negli anni Sessanta era un plus quando qualcosa era in uno stato grezzo, selvaggio, non-trattato. Questo era il caso dei primi prodotti biologici: ortaggi da agricoltura biologica sono stati spesso indicati come le verdure non trattate. Se gli agricoltori biologici non avessero trattato i loro raccolti (trattati con metodi e prodotti sostenibili, ovviamente) sarebbe stato un disastro. ‘Naturale’ nel senso di ‘nel suo stato originale, incontaminato’, ‘vergine’, ‘intatto’ e immediatamente ad esso collegato: ‘sano’, ‘buono’, è una proiezione tipicamente romantica. 
Una sostanza famosa nel business dei detergenti è il ‘derivato da cocco’ o ‘da olio di cocco’, quando si intenda lauril solfato di sodio. SLS è un tensioattivo, un prodotto chimico artificiale che si basa, in effetti, su un distillato di cocco frazionato, ma il cocco è molto lontano. Come quasi tutti i tensioattivi non è senza rischi per la pelle e le mucose e il consumatore deve essere consapevole di questo.

Rinnovabili: 
Un materiale rinnovabile è una sostanza estratta dalla natura vivente. Può derivare da fonti microbiche, vegetali o animali, esso può essere utilizzato allo stato nascente per la produzione di beni di consumo, o dopo processi fisici e / o (biologici) trasformazione chimica. Le limitazioni sono:

– che l’uso di tale sostanza non dovrebbe essere usata altrimenti per scopi alimentari,

– che la sostanza non deve appartenere a specie rare o specie in pericolo di estinzione,

– che la raccolta non deve ostacolare la biodiversità,

– che la sostanza o la raccolta non deve essere impattante per l’ambiente globale.

‘Eco-friendly’, ‘ecologico’
 Questo è uno di primi termini entrati in uso per i prodotti che sono meno impattanti sull’ambiente. Essi suggeriscono che il prodotto cui viene attributo il termine sia vantaggioso per l’ambiente. Tuttavia, un detergente non può mai essere vantaggioso per l’ambiente, anche il più mite avrà un suo impatto altrimenti stiamo parlando di infusi (tisane) che non lavano nulla.

Sia per il comparto dei detergenti che per la cosmesi l’uso di questi termini è (finalmente) regolamentato o sta per esserlo.

Ecologico 
Un prodotto può essere considerato ‘ecologico’ quando:

– è funzionalmente soddisfacente

– è fatto con elementi derivati da fonti rinnovabili (microbica, vegetale, animale),

– generato e / o trasformato con attenzione al risparmio energetico è dotato di una bassa tossicità per vita acquatica ha un’ottima biodegradabilità in tutte le condizioni non genera metaboliti stabili (recalcitranti).

In sintesi potremo dire che Ecologico è che ciò che rimane nelle logiche degli ecosistemi.
La biodegradabilità dei minerali non è preso in considerazione, in quanto non sono intrinsecamente degradabili. Alcuni paesi europei usano i termini ‘ecologico’ e ‘biologico’ come sinonimi per indicare la produzione da agricoltura biologica. Tale è il caso della Spagna, Danimarca, Svezia e Norvegia.

Green 
Il termine “Green”è tipicamente colloquiale e si usa solo per evitare l’intrinseca complessità di dover spiegare che cosa è veramente “Verde”.

Se ci fosse un sentire comune su questo termine, il suo uso sarebbe logico purtroppo, non c’è.

Il termine ‘Green’ è diventato la mimetizzazione perfetta per non dover spiegare e quindi, per nascondere le reali caratteristiche di un prodotto.
Non vi è nulla contro il suo uso nel linguaggio colloquiale ma non dovrebbe essere impiegato per comunicare seriamente e scientificamente.

‘Organico’ (da agricoltura biologica)
 Sono prodotti biologici quelli derivati dalla natura vivente (microrganismi, piante, fonti animali), cresciuti o coltivati e trasformati secondo i principi di uno dei diversi metodi di agricoltura biologica. Comune a tutti è la cura per la fertilità del suolo nel tempo e nello spazio, l’uso di tecniche sostenibili per stimolare la fertilità del suolo e la qualità della pianta in modo appropriato, non uso di sostanze chimiche artificiali.
E’ ovvio che ‘organico’ come qualità non ha senso quando il prodotto non fosse anche ‘rinnovabile’ e ‘sostenibile’. Il contrario non è vero: un prodotto può essere ‘naturale’, ‘sostenibile’ e ‘rinnovabile’, separatamente o in combinazione, senza essere ‘organico’. 
La qualità biologica di un ingrediente deve essere certificato da un organismo accreditato per essere credibile, ecco perché ‘organico’ deve essere inteso come ‘certificato biologico’.

Sostenibile: 

Citando il Rapporto Brundtland del 1987 ‘Il nostro futuro comune’:

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo che soddisfa i bisogni
del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Esso contiene in sé due concetti chiave:

– Il concetto di “bisogni”, in particolare i bisogni essenziali dei poveri del mondo, a cui dovrebbe essere data priorità assoluta;

– l’idea di limitazioni imposte dallo stato attuale della tecnologia e dell’organizzazione sociale sulla capacità dell’ambiente di soddisfare le esigenze presenti e future.